DATI DEL PROGETTO
- Malines
- Belgio
- Architetto :
Projectbureau Signa nv, Bruxelles
Marc/Dan Jonckers - 2009
- Committente :
Patershof nv, Malines - Realizzazione :
Impresa generale : International Building Organisation, Malines
Costruzioni metalliche : International Metal Works nv, Tessenderlo - Fotografo :
©Martin's Hotels WWW
APPROFONDIMENTI
Hotel Patershof
Benvenuti all'Hotel Patershof: storia di un patrimonio reinventato con uno sguardo volto al futuro.
Il tabernacolo: la chiesa dei Frati Minori
La prima pietra della chiesa dei Frati minori fu posata nel 1867, nel quartiere dell’Heihoek di Malines, sull’area dell’antico convento dei Carmelitani. Sotto la direzione dell’architetto di Anversa, Paul Stoop, la costruzione dell’edificio di stile neogotico si concluderà nel 1873, seguita da quella del chiostro.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale e della sua precettazione da parte dei tedeschi, l’edificio fu oggetto di diverse opere di ripristino e di rinnovo fino alla fine degli anni 70. Alla fine degli anni 90, i Frati minori lasciarono il chiostro e lo misero in vendita. Il nuovo proprietario, il promotore immobiliare Investpro, trasformò i giardini e una parte del chiostro in un complesso residenziale, denominato « Patershof ».
Simbiosi, innovazione e ispirazione
La metamorfosi della struttura di un edificio del XIX° secolo da chiesa a hotel a 4 stelle fu, senza dubbio, una realizzazione notevole che richiese, da parte di tutte le parti coinvolte nel progetto, una stretta ed intensa collaborazione insieme ad un costante spirito innovativo.
Investire in un luogo storico realizzando 56 camere distribuite su 5 piani, all’interno del nucleo dell’edificio (oltre a 23 camere che si affacciano invece nel chiostro) e mantenendo il totale rispetto della sua identità storica e architettonica: fu questa la duplice sfida architettonica del Martin’s Patershof.
La complessità del progetto consisteva, infatti, nella gestione di due importanti parametri: il totale rispetto del patrimonio storico e le problematiche tecniche legate alla natura stessa del sito.
Problematiche tecniche
- Il rispetto del sito
Dettate dall’istituto dei Monumenti e Siti, le condizioni sine qua non per la realizzazione del progetto erano principalmente relative alla salvaguardia del valore storico del sito. Si è reso necessario sottoscrivere una garanzia sul mantenimento della struttura portante e sul fatto di mantenere la visibilità massima del grande rosone a vetrata posto sulla facciata di ingresso dell’edificio. Le altre condizioni erano invece relative all’integrità delle vetrate di origine, delle colonne, del coro e dell’altare.
- Sicurezza e resistenza
La sicurezza e la resistenza al fuoco dell’edificio rappresentavano ovviamente punti essenziali da risolvere e non potevano in alcun modo essere oggetto di compromesso.
Le soluzioni innovative come spunto progettuale
La sfida architettonica del progetto e gli aspetti ad essa connessi così efficacemente risolti hanno reso il progetto un caso studio che ha contribuito ad ispirare altri progettisti, permettendo così ad intervenenti analoghi di salvaguardare la propria creatività ricercando e ottenendo soluzioni progettuali originali ed innovative.
- Struttura in acciaio e stabilità
Dovendo creare una struttura di cinque livelli fuori terra con possibilità di uno smantellamento completo, è stato deciso di ricorrere ad una struttura in acciaio, realizzata da International Metal Works a Tessenderlo.
I sei piani complessivi sono composti da un telaio di colonne e travi e da travi inserite nei muri esistenti. Prima di tutto l’edificio è stato rilevato con molta attenzione e i progetti per la costruzione in acciaio sono stati interamente disegnati in 3D, affinché tutte le travi potessero essere posizionate con assoluta precisione rispetto alle volte.
La stabilità del complesso è garantita dal posizionamento delle colonne, determinato in modo tale da permettere una perfetta aderenza ai muri dello spazio tecnico sotterraneo, scavato per tutta la lunghezza dell’edificio e le cui pareti servono altresì a rinforzare il basamento di fondazione.
- Una soluzione innovative per i solai
Per realizzare i cinque livelli richiesti, la soluzione tecnica trovata è senza precedenti. Il progetto Martin’s Patershof è, infatti, il primo ad aver utilizzato la combinazione di solai su lamiera metallica (Arval Cofraplus 77LS, spessore 1 mm) e cemento leggero, nello specifico un cemento composto da conglomerati di argilla espansa (Argex Pompmix 16/18).
Questa innovazione costituisce la prima applicazione di un sistema messo a punto da Arval by ArcelorMittal Belgio, immesso sul mercato dopo due anni di ricerca e sviluppo in collaborazione con il centro ricerche di ArcelorMittal Belgio.
La decisione di utilizzare questa soluzione tecnologica era giustificata da diversi motivi. Innanzitutto, la configurazione del sito obbligava a trasportare manualmente i materiali in cantiere, attraverso l’unico portone di ingresso largo 1,40 m. In secondo luogo, lo spessore della soletta, senza finiture, doveva essere di 24 cm e questa soluzione permetteva una notevole riduzione del peso proprio del calcestruzzo, che nel complesso pesava 150 Kg/mq, per un totale di 400 tonnellate per i 2 700 mq di solaio previsti. Questo vantaggio è stato determinante, poiché il terreno sul quale si erge l’edificio ha una portata limitata. Inoltre, l’imprenditore desiderava evitare il ricorso a pilastri di supporto per il calcestruzzo all’interno di una struttura assai compatta come quella progettata.
Inoltre, nonostante la sua rigidità, il Cofraplus 77LS da 1 mm non avrebbe permesso di superare la portata di 3,20 m con 24 cm di cemento normale. Il cemento d’argex invece permetteva questa soluzione. È stato così utilizzato un cemento strutturale con densità da 16 a 18 kN/mc invece della densità di 25 kN/mc.
Si è trattato, dunque, di un’innovazione che ha permesso di soddisfare tutti gli obiettivi: stabilità e resistenza al fuoco, importante per rispettare le norme e il progetto, tempistica rispettata e risparmio economico per il promotore-imprenditore.
- Isolamento e adattabilità
Non è stato possibile isolare i muri esterni dell’edificio, spessi oltre 50 cm, senza in qualche modo intaccare la loro autenticità. Per tale motivo, si è deciso di posizionare un isolamento ovunque fosse possibile farlo, e cioè per terra, a livello del tetto, dei muri interni, delle volte e delle mansarde. Ciò si è rivelato molto efficace in quanto non appena il livello di temperatura richiesta è raggiunto, il calore permane all’interno dell’edificio senza eccessive dispersioni.
Anche l’isolamento acustico è stato perfettamente studiato: la finitura delle solette è composta da uno strato isolante spesso 1 cm e da un sottile strato in anidrite di 4 cm. Sul lato interno dei controsoffitti, isolati acusticamente, sono sospesi le canaline e i condotti tecnici.
- Un approccio eco-compatibile
Cosciente dell’importanza di un sempre più ridotto consumo energetico negli edifici sia di nuova costruzione che di ristrutturazione, il progetto Martin’s Patershof ha investito in soluzioni eco-compatibile che si sono rivelate efficaci.
- L’illuminazione
Essendo l’edificio piuttosto buio per la sua natura, è stato necessario studiare con particolare attenzione il sistema di illuminazione.
Per ottimizzare l’illuminazione naturale, sono state aggiunte delle finestre al piano terra dell’edificio.
Ove possibile, l’illuminazione artificiale è assicurata da diodi elettroluminescenti (LED), componenti elettronici che emettono luce quando sono attraversati da corrente elettrica. La scelta del loro utilizzo è stata dettata da numerosi vantaggi quali:
- Bassissimo consumo elettrico e un ottimo rendimento.
- Durata di vita molto più lunga rispetto ad una normale lampadina ad incandescenza o fluorescente (da 50.000 a 100.000 ore).
- Funzionamento a bassissima tensione con relativa garanzia di sicurezza.
- Eccellente resistenza meccanica.
- Non riscaldano e non bruciano le dita.
- Il sistema di condizionamento dell’aria
Per la realizzazione del sistema di condizionamento di aria calda e fredda presente nelle camere, la scelta è caduta su pompe di calore individuali. Questo sistema ecologico permette di regolare la temperatura desiderata in ogni camera senza interferire sui fabbisogni di energia delle altre stanze.
La pompa di calore funziona per mezzo di un procedimento termodinamico che trasferisce il calore dall’ambiente più freddo verso quello più caldo. Il suo funzionamento è semplice: la pompa preleva l’energia di cui ha bisogno da una sorgente fredda (l’acqua, l’aria o la terra) e la reintroduce in una sorgente calda, ad esempio un calorifero. Essa permette così la ventilazione, il riscaldamento, oltre che la preparazione di acqua calda sanitaria a costo minimo, con un minimo input di energia.
Testo: Martin's Hotels
www.martinshotels.com




