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DATI DEL PROGETTO

  • San Paolo - SP
  • Brasile
  • Architetto :
    Marcio Kogan - MK27
  • Progetto: novembre, 2006 - Conclusione: magg, 2007
  • Committente :
    Volume B
  • Ingegneria :
    Pentágono Engenharia
  • Realizzazione :
    Pentágono Engenharia
  • Fotografo :
    Nelson Kon - foto da 1 a 9 e 12 Fran Parente - foto 11
  • WWW

APPROFONDIMENTI

Micasa Volume B


Questo è il progetto del negozio di un rivenditore di mobili Vitra a São Paulo. Abbiamo utilizzato i materiali nelle loro condizioni estreme, come il calcestruzzo a vista applicato senza alcuna preoccupazione di precisione e finitura o il rivestimento esterno del volume posteriore, per il quale abbiamo impiegato vari strati di rete in acciaio, che sono utilizzati come armatura delle solette di calcestruzzo e che si trovavano nel locale. La finitura conclusiva non è stata realizzata nemmeno sulle pareti interne, che presentano ancora le indicazioni in gesso lasciate dagli operai durante i lavori, quasi una rivelazione archeologica. Il pavimento esterno è in ghiaietto, anch’esso utilizzato nella miscela per il calcestruzzo. Quasi una radiografia dei materiali.

Puxadinho: costruire nel costruito
L’edilizia urbana popolare brasiliana, con il consolidamento di quartieri un tempo precari, costruiti con materiali di scarto, si è specializzata nell’edificazione dei cosiddetti “puxadinhos”, piccoli ampliamenti, verticali od orizzontali, che occupano interamente i piccoli lotti di terreno. La città si è impossessata di questa cultura, suggerendo, nelle città latinoamericane, sempre nuove, sempre rinnovate, un programma per l’architettura: costruire nel costruito.

Il negozio Micasa Volume B è un annesso, un “puxadinho” di un negozio già esistente. Eppure, l’edifico ha acquisito una forte presenza simbolica. L’annesso del negozio Micasa è dotato di un ingresso collegato da un piccolo tunnel al salone espositivo del negozio principale, disposto perpendicolarmente rispetto al nuovo spazio. Un patio, in fondo al terreno, consente l’accesso al negozio e allo studio di design. La pianta interna dell’annesso è costituita da un grande vano, concepito per configurare uno spazio ampio e dinamico finalizzato ad accogliere uno showroom dei mobili di cui il negozio è rivenditore. La facciata anteriore è squarciata da una vetrina di proporzioni suggestive, bassa e lunga, che ogni tanto sfoggia auto antiche della collezione del proprietario.

L’edificio è stato costruito utilizzando materiali rustici ed esecuzioni rustiche. Rustico e moderno. Ricorda i processi artigianali dell’edilizia civile popolare, ma anche, e soprattutto, le moderne costruzioni brasiliane, strutture brutaliste, di un brutalismo reinventato sotto l’equatore, attento al saper fare locale. Le facciate del negozio sono state costruite in cemento armato, lasciato a vista in maniera poco usuale: il profilo del materiale, generalmente frutto di un lavoro di precisione che prevede l’uso di assi di legno nuove, appare qui aleatorio, caotico, e alcune assi non sono state nemmeno ritirate dopo l'indurimento.

Maglie in acciaio
I frangisole degli uffici sono costituiti dalle reti metalliche utilizzate come armatura del calcestruzzo. Queste delicate maglie in acciaio, collocate in verticale, funzionano come filtri per la luce per le ampie vetrate. Il ghiaietto esterno è costituito da pietrisco utilizzato per la produzione del calcestruzzo.
La costruzione dell’edificio è stata fondamentale per il progetto: in realtà, il progetto è stato ritoccato e ricreato durante la fase di costruzione. Alcune delle soluzioni utilizzate, come il cemento armato e le maglie in acciaio, sono state decise in cantiere e hanno consentito alla fase di esecuzione dei lavori e ai costruttori di contribuire al processo creativo.

Sul sito rimane la memoria del processo costruttivo in un’archeologia esposta dell’edificio: le “X” di nastro adesivo sui vetri nuovi e, sulle pareti interne, annotazioni lasciate dagli operai durante i lavori. Queste pareti non hanno alcun rivestimento e non sono verniciate: come finitura è stata mantenuta la trama cruda del materiale. L’edificio concluso, a partire dall’uso di questi materiali, traspare delicatamente nelle tappe costruttive; sono radiografie del progetto e del cantiere, tracce della storia recente dell’edificio che si vanno sommando a molte altre nel corso del tempo nelle città sempre nuove dell’emisfero sud.

Testo: Marcio e Gabriel Kogan (MK27)

Scheda tecnica complementare:

Progetto: Architettura MK27
Co-progettisti: Bruno Gomes e Bruno Guedes
Equipe: Carolina Castroviejo, Diana Radomysler, Eduardo Glycerio, Gabriel Kogan, Lair Reis, Maria Cristina Motta, Mariana Simas, Manuela Verga, Oswaldo Pessano, Renata Furlanetto, Regiane Leão, Samanta Cafardo e Suzana Glogowski.

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