Contact
Subscribe to our newsleter
Free Design Software
rfq rfq

DATI DEL PROGETTO

  • Maranello, Modena
  • Italia
  • Architetto :
    MDN - Marco Visconti & Partners
  • 2008
  • Committente :
    Ferrari SpA
  • Ingegneria :
    Maireengeneering - R. Enrici - M Losana - M. Dogliotti
  • Realizzazione :
    Carpenteria metallica: Ruggerini Pietro Srl
  • Fotografo :
    D. Vicario

APPROFONDIMENTI

Ristorante Ferrari a Maranello


Il progetto del nuovo ristorante aziendale della Ferrari nasce da una spiccata esigenza: creare un’opera formalmente distinta dall’ambiente industriale, un luogo la cui architettura favorisca lo svago dei dipendenti durante il pranzo, un luogo che aiuti a socializzare attraverso luce, trasparenza, innovazione volumetrica e spaziale. Il carattere scultoreo di questo edificio concretizza la differenziazione formale del nuovo rispetto al rigore geometrico del circostante, attraverso un complesso simbolicamente riconoscibile.

Il fondamento dell’idea compositiva è riposto nella giustapposizione di due volumi: il grande padiglione pensile a forma di ala collocato in posizione di volo e sorretto da un’altra porzione di ala posta a terra, che contiene gli spazi a servizio. Il disegno così creato richiama forme aerodinamiche attraverso riferimenti a leggerezza e pensiero tecnico. In qualche modo i due oggetti ci parlano in termini simbolico costruttivi di un mondo tecnologico, rappresentato nella sua parte vitale e riprodotto a grande scala: due ali esposte in sezione e vissute, la prima come grande cavità sospesa, la seconda come contenitore funzionale appoggiato a terra. Come spesso avviene nell’ideazione di insiemi complessi, è possibile impiegare una metafora per descrivere l’opera, ciò che meglio rappresenta l’idea progettuale è in questo caso l’aliante:  una macchina sostenibile ad elevatissima tecnologia che incuriosisce chi l’ammira e dà gioia a chi la governa.

In merito alla distribuzione funzionale il disegno degli interni si articola su tre livelli fuori terra.
A piano terreno si trovano la piazza coperta collegata alla hall d’ingresso e alla caffetteria, attraversata da un sistema di scale che conduce al ristorante. Verso di essa sono affacciati zona caffè wellness center infermeria e centro sportivo; mentre in posizione indipendente si trova la cucina con deposito delle derrate alimentari , spogliatoi e montavivande.
Il primo piano dell’edificio ospita il traning center, anch’esso rivolto sulla hall attraverso una balconata, comprendente aule e sala proiezioni e collegato all’ampio terrazzo pensile adibito a prato e giardino. Al piano secondo, all’interno dell’ala superiore, è situata la sala ristorante, cuore dell’interno edificio. Si tratta di uno spazio a doppio piano e a sezione rastremata, liberamente vetrato verso est ed ovest ed affacciato su un altro terrazzo proteso verso sud, in corrispondenza della via Enzo Ferrari. Una serie di scale fisse e mobili, convogliano il flusso verso la sala ristorante, in arrivo dalla hall. Il suo allestimento convenzionale è caratterizzato da un sistema di tavoli a piante poligonale, questi, collocati in modo non uniforme, dinamizzano lo spazio e generano disegni molteplici dedicati a gruppi sempre variabili di persone. Suddetto allestimento è mobile, garantendo così la massima versatilità degli spazi, in caso d’incontri e presentazioni la sala si trasforma infatti, in sala conferenze. Su questo piano si trovano anche il ristorante direzionale rivolto verso nord con ingresso riservato.

Nell’ottica dell’utilizzo dei principali fattori di sostenibilità in architettura il complesso interpreta le più recenti esperienze di bioclimatica passiva. Il fattore di esposizione alla luce solare di facciate e copertura è stato analizzato attentamente: la forma ad ala del tetto chiusa a sud e vetrata  ad est ed ovest permette di ombreggiare l’interno della sala durante buona parte delle ore d’impiego del complesso. La sua superficie è ricoperta da lamiere corrugate in grado di generare una camera ventilante lambita dai venti dominanti. L’ala verticale è rivestita da una facciata ventilata realizzata in lamiera forata,  anche questa pelle esterna evita il surriscaldamento estivo delle parti opache e dei serramenti, mentre, l’alta coda inclinata verso nord potrà sostenere una vasta superficie di elementi fotovoltaici. Fonti di ombreggiamento naturale quali piante a forme caduche sono impiegate lungo la facciata ovest per proteggere la vetrata della hall d’ingresso.

Alla base dell’opera risiedono, allora, concetti legati ad attenzione estetica, alta capacità funzionale, impiego di luce e natura e facile fruibilità da parte dell’uomo.
La plasticità delle forme la svincola dai rigidi blocchi produttivi e il dinamico disegno degli interni facilita la socializzazione. Queste caratteristiche fanno del ristorante Ferrari un’opera in grado di accogliere dipendenti ed ospiti in modo non convenzionale e capace di affascinare attraverso metafora, natura e tecnologia.

La struttura in acciaio
La struttura del ristorante è stata realizzata in calcestruzzo per quanto riguarda il blocco centrale e i servizi, mentre gli elementi portanti del ristorante e la sua copertura sono stati realizzati sfruttando le potenzialità dei profilati in acciaio.
Le colonne portanti che sorreggono il solaio del ristorante, infatti, sono in acciaio e sono costituite da quattro piatti in acciaio S355 delle dimensioni di 300x700x25 mm saldati tra loro a formare un quadrato, uniti in altezza mediante fazzoletti sempre in acciaio con otto fori. La particolare conformazione dinamica della copertura ha reso necessaria una altezza diversa per ciascun pilastro.
La particolarità della struttura risiede nella scelta di avere elementi metallici uniformi, al fine di avere uno spessore finale omogeneo degli stessi, comportando uno studio approfondito in fase esecutiva: questo ha comportato la scelta di usare un unico profilo metallico per la realizzazione degli elementi orizzontali.
L’impiego dell’acciaio nella struttura portante dell’edificio ha permesso di risolvere la problematica dei grandi sbalzi previsti dal progetto: a fronte di luci liberi di oltre 4 metri, e con un notevole carico di esercizio dovuto alla funzione cui gli spazi sono destinati e a quello, altrettanto importante, delle vetrate a tutta altezza agganciate alla struttura, le travi in acciaio non dovevano flettere oltre la freccia massima ammissibile.
Le travi HEB 600 con cui lo sbalzo è stato realizzato sono state così posate con un passo variabile, da un minimo di 150 cm a un massimo di 229 cm e imbullonate alla trave principale, anch’essa una HEB 600. Nel punto massimo di sbalzo, le travi coprono una lunghezza libera di oltre 5 metri.
Il solaio del ristorante, invece, è costituito da una lamiera grecata alta 75 mm e di spessore 10/10 completata poi da un getto di calcestruzzo.

La forma della copertura
La copertura dalla caratteristica forma aerodinamica è stata realizzata mediante lo studio di tre diverse curve matematiche, con tre raggi diversi: la prima, con raggio più piccolo, costituisce la parte iniziale dell’edificio, la seconda che ha, invece, il raggio maggiore, configura la parte centrale del blocco e la terza, con un raggio intermedio e concavità opposta rispetto alle altre, serve per coprire la parte dei servizi e del blocco scale.
La struttura necessaria per realizzare la forma, geometricamente perfetta, realizzata dall’architetto Visconti, è stata studiata ad hoc. La parte principale della copertura del refettorio è sostenuta tra travi in legno lamellare di circa 20 metri che poggiano sui pilastri in acciaio e su un telaio, anch’esso in acciaio, posto solo nelle ultime campate con funzione di controvento.
Nel punto di incontro tra l’involucro dell’edificio e il blocco delle scale, si trova un flesso dove le due curve del refettorio e della parte finale dell’edificio si uniscono: ciò ha reso necessario il montaggio a terra della struttura metallica da ancorare alla parte in calcestruzzo, posizionata su bilancini e fatta successivamente scendere sugli appoggi in modo differente.
In questa particolare architettura, l’utilizzo dell’acciaio è stato, dunque, di fondamentale importanza per poter realizzare nel modo più fedele possibile il progetto complesso dello Studio Visconti.

Crediti:

Progetto generale: Maireengeneering
Progetto architettonico: Marco Visconti
                                      con D. Chiaruttini, G. Pairone, C. Ghione, G. Rissone, P. Bettini,
                                      V. Lazzeri
Direzione artistica: MDN Marco Visconti & Partners
Strutture: Maireengeneering - R. Enrici - M Losana - M. Dogliotti
Carpenteria metallica: Ruggerini Pietro Srl
Impianti termici: Grimar - F.Urrai
Impianti elettrici: Grimar - F. Urrai - D. Carrea
Direzione lavori: Maireengeneering
Client Project management: E. Paroletti – G. Tapinassi
Rappresentante per il cliente: A. Castelli
Cliente: Ferrari spa
Fotografo: D.Vicario
Render: Visual-eyes

In collaborazione con Fondazione Promozione Acciaio

Powered by aware