DATI DEL PROGETTO
- Guijo de Granadilla, Cáceres
- Spagna
- Architetto :
José María Sánchez García
Progetto esecutivo: José Luis Periáñez, Pedro Miranda, Fernando Benito Fernández Cabello - Dicembre 2008
- Committente :
Consejería de los Jóvenes y del Deporte - Junta de Extremadura - Realizzazione :
UTE Magenta - Construcciones Pinilla, S.L. - Fotografo :
Roland Halbe, Pablo Calzado WWW
APPROFONDIMENTI
Centro di specializzazione sportiva Cuenca del Tajo
Il Centro di Specializzazione per Attività Fisico-Sportive e Tempo Libero nell’Ambiente Naturale è dotato di installazioni specifiche per la ricerca di nuove tecniche e materiali, la formazione di professionisti del settore, la diffusione di attività da svolgere nella natura, la creazione di nuove aziende e la formazione di nuovi imprenditori. Esso agisce come potenziatore di un turismo di qualità, approfittando della sua situazione privilegiata in un contesto invidiabile, essendo punto di incontro di sportivi che praticano diverse discipline in relazione agli elementi naturali quali l’acqua, la montagna o le zone ad essa limitrofe.
Servizi ed accessi
I suoi servizi – caffetteria, bagni, spogliatoi, depositi e parcheggio – sono progettati per rispondere alle necessità proprie di questo tipo particolare di turismo. Fra essi si segnalano in particolare la reception, il centro di informazione e distribuzione, il laboratorio fisiologico, il centro di documentazione e diffusione – dove si trovano le sale polivalenti, il centro di accoglienza e le residenze per i ricercatori, la caffetteria, la mensa, i diversi laboratori di prova per le varie attività, i depositi e gli spogliatoi. Le funzioni principali di ricerca, formazione, diffusione, il vivaio di imprese, la ristorazione e gli alloggi si sviluppano nel piano principale, a quota 393 metri. I diversi programmi di attività si distribuiscono su un lato del passaggio, affacciandosi sul paesaggio esterno.
Ogni attività e funzione ha un proprio accesso, per offrire un servizio indipendente, ed è separato dalle altre mediante una terrazza coperta, a cui giungono gli elementi di comunicazione verticale. Laddove l’edificio e il terreno si avvicinano, l’accesso è realizzato in modo naturale mediante una rampa che collega naturalmente i livelli tra l’edificio e il terreno, generando in questo modo tre entrate.
Quando il dislivello è, invece, maggiore, non colmabile con delle rampe, l’accesso a quota 393 m è realizzato mediante otto nuclei di scale, distribuite lungo tutto il perímetro dell’edificio, accompagnate da ascensori in alcuni punti. Fra la quota 393 m e quella di 387 m si creano, in differenti punti dell’anello dell’edificio, spazi intermedi aperti ma coperti, di utilità alle attività del piano superiore, spazi in cui si possono sviluppare comunque altri tipi di attività. In questo modo lo studio di José María Sánchez García risolve e trae vantaggio dalla topografia dell’area, convertendola in sua “alleata” e integrandola nel progetto.
Ambiente circostante
Il centro è situato nell’area più vicina nel Nordest del paese di Gabriel e Galán, con accesso stradale a Sud mediante una strada forestale. Il terreno dell’area, a contatto con l’acqua del bacino per tutto il suo perimetro tranne che nello stretto passaggio a sud, dove c’è l’accesso alla stessa, ha una superficie totale che varia secondo il periodo dell’anno e il livello raggiunto dalle acque del bacino. La superficie adatta all’edificazione si trova in cima alla quota considerata non inondabile -387 metri- e misura 65.036 metri quadrati.
La lamiera in acciaio inossidabile usata nelle facciate riflette il paesaggio che la circonda, la luce mutevole delle ore del giorno, il movimento delle foglie grazie al vento o il volo degli uccelli, rendendo l’edificio una sorta di “camaleonte” nell’ambiente circostante.
La buona gestione della vegetazione, studiata dagli architetti, ha facilitato il risanamento della penisola, mettendo in rilievo il paesaggio prima rovinato, oltre ad avere una funzione di protezione del luogo da incendi e da altri pericoli. È stata recuperata la vegetazione costiera, ripulita la distesa di querce da sughero e risanata la pineta, in modo da rinforzare gli esemplari migliori, evitando le cadute impreviste dei più deboli.
Un anello integrato nell’ambiente
Il progetto si struttura in base a una geometria ad anello, due circoli concentrici all’interno dei quali si inserisce tutta la varietà di servizi e programmi del centro. L’anello si adatta al perimetro identificato per l’area non inondabile –quota 387 metri. Questa geometria perfetta salvaguarda al suo interno tutto il paesaggio da preservare. Esso permette di lasciare all’esterno tutta l’azione, le attività e il movimento; mentre all’interno vige il riposo, l’osservazione e la riflessione.
L’espressione materiale e formale dell’anello è rotonda e riconoscibile come intervento moderno in un paesaggio straordinario. Essa rispetta il più possibile il luogo, evitando barriere visuali e fisiche e integrandosi in un ambiente di grande valore paesaggistico, con la maggiore neutralità possibile. Si innalza dal livello del suolo, galleggiandovi sopra, senza quasi modificare la topografia, riducendo i punti di contatto con il terreno al minimo, comunicando e mettendo in relazione visuale lo spazio interno ed esterno. La divisione fra il dentro e il fuori è realizzata mediante una linea di ombra che corre sotto l’edificio e che varia durante la giornata. Fra l’anello e il terreno, in questa striscia in ombra, si creano una serie di spazi all’aria aperta, protetti però dall’anello, spazi di attività e prova.
La pianta circolare di sette metri di corsia e duecento di diametro implica un intervento delicato dentro la penisola, rendendo possibile il percorso adattato a diversi livelli, alla quota del piano principale e alla quota del tetto. Collocando l’edificio ai bordi della penisola si rendono possibili le viste panoramiche sulle acque e si crea una zona affettiva e di vicinanza fluviale di fronte a ogni parte del programma, permettendo un migliore sviluppo di ogni attività specifica. D’altra parte, la scelta del materiale della facciata, in acciaio inossidabile, fa in modo che l’edificio assuma i colori e la luce delle diverse stazioni e momenti della giornata, smaterializzandosi e integrandosi con l’ambiente circostante.
La doppia facciata ventilata dell’involucro è realizzata con elementi prefabbricati in acciaio. La pelle esteriore si risolve mediante una porzione delle dimensioni di 50 cm di ampiezza e 240 cm di altezza, realizzata con finitura in acciaio inossidabile, (sistema “ecaille”, che letteralmente significa “squama”). La dimensione ridotta di questa parte caratterizzata, appunto, dalle squame, permette che questa porzione di involucro si adatti perfettamente alla curvatura dell’anello. Le aperture, mediante eliminazione di alcune squame, risolvono la ventilazione e l’illuminazione, e hanno serramenti in acciaio.
Il tetto è piano e completamente calpestabile, costruito come un’ulteriore soletta, a base di longherine metalliche e soletta di lamiera collaborante. Esso funziona come un passaggio ad anello a quota 396,65 metri, che permette di avere una visione completa di quello che succede nella penisola e nell’ambiente circostante.
Gli spogliatoi e i magazzini sono invece realizzati con elementi prefabbricati in calcestruzzo. Queste parti, più caratteristiche dell’opera civile, giungono al cantiere pronte per essere collocate nelle localizzazioni prescelte, previa esecuzione di una sottile soletta in calcestruzzo.
Esecuzione
Il Centro di Specializzazione è costruito quasi come un “sandwich” compreso tra due solette. Quella interiore, in particolare, è una soletta tecnica, che rende la distribuzione efficiente, la manutenzione semplici e l’impatto con il terreno minimo, visto che la sua struttura non si basa su fossati né scavi nel terreno.
La struttura è la più efficace possibile anche dal punto di vista economico: è realizzata principalmente in acciaio, le travi principali coprono vani di massimo 7 metri, le longherine, poste a interasse di 2,5 metri, coprono vani di 7 metri, le solette sono in lamiera collaborante e coprono vani di 2,5 metri. Anche gli elementi strutturali verticali sono in acciaio; per razionalizzare la struttura è stata unificata la dimensione dei pilastri per piano, HEB 140 nel piano principale e HEB 200 nel piano inferiore. Le fondamenta sono state realizzate mediante mensole in cemento armato appoggiate su uno strato resistente a partire da 2,20 metri. I pavimenti sia interni che esterni sono in cemento antiscivolo.
Il tempo di esecuzione dell’opera Centro di Specializzazione è stato di cinque mesi, ed è stato possibile realizzare l’opera in questo breve tempo grazie al montaggio dei diversi pezzi che lo compongono, come se l’edificio fosse un grande meccano. Questo risultato è stato conseguito grazie a una sistematizzazione della struttura in acciaio e a una omogeneizzazione dei sistemi costruttivi in tutto il progetto.




